Domenica sera: zero programmi.

Perché non andare al cinema?”

Certo, ma a vedere cosa?”

E così mi sono imbattuta in uno dei film più interessanti che abbia mai visto.

Nove luna e mezza”: questo il titolo della nuova commedia italiana, realizzata da Michela Andreozzi e nelle sale italiane dal 12 ottobre.

Esso racconta la vicenda di due sorelle che sono praticamente l’una l’opposto dell’altra. Da un lato Livia, violoncellista dall’anima rock e spensierata, dall’altro Tina, vigile urbano, da sempre col desiderio irrefrenabile di diventare madre. Entrambe hanno un compagno: Livia convive con Fabio, un osteopata dal fascino inebriante e Tina con Gianni, un collega perennemente inquieto. Livia, pur di rendere felice sua sorella inidonea ad avere figli a causa di un fibroma, sotto il consiglio del ginecologo Nicola, che vive con un compagno e due figli adottati, decide di portare avanti una gravidanza per lei. Così, a Livia spetta il compito di nascondere la pancia, e a Tina quello di fingersi incinta, con l’aiuto di qualche cuscino.

Qualcosa però va storto: le due sorelle saranno le protagoniste di una serie di situazioni imbarazzanti… ma questo è tutto da vedere.

“Nove lune e mezza” è più di una semplice commedia frizzante e simpatica: essa infatti, racchiude temi importanti come l’amore per la propria sorella, il significato di essere madre, i problemi relativi all’adozione, ma sopratutto il tema relativo all’intraprendenza femminile. La regista è stata abile nel realizzare un film che si basasse completamente sulla forza delle donne e al contempo sulla loro fragilità, spiegandone così le mille sfumature. Due sorelle completamente diverse, ma unite da un senso di responsabilità nei confronti dell’altra: il film porta a riflettere su cosa si è disposti a fare pur di rendere felice chi ami.

Come sfondo a tutto ciò, la componente maschile: l’attore Giorgio Pasotti, ad esempio, interpreta in maniera impeccabile il ruolo di Fabio, un bambino mai cresciuto, che non è pronto ad affrontare una decisione così importante come quella presa dalla sua compagna, ma decide indipendentemente da ciò di starle vicino e di aiutarla a vivere la gravidanza nel migliore dei modi. Allo stesso modo Gianni, interpretato da Lillo Petrolo, è innamorato follemente della sua compagna, vedendo in quest’ultima un porto sicuro.

Michela Andreozzi, nel realizzare questo film, sottolinea che essere donna, non significa necessariamente sentire il bisogno di essere madri. Nel corso del tempo, sono stati indotti stereotipi secondo i quali una donna che non è madre non vale nulla. Al contrario, la Andreozzi lancia un messaggio ben diverso e significativo, attraverso la realizzazione di una commedia scherzosa e divertente.

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