Dopo aver fatto un lungo e preciso studio sulle sfilate autunno/inverno più cool, come quella di Chanel, Dolce & Gabbana o Max Mara, ho selezionato per voi alcune tendenze che mi hanno da subito conquistata. È fondamentale infatti, per andare di pari passo con la moda, selezionare i colori e gli abbinamenti più in del momento. Fidatevi di me: dopo aver letto quest’articolo non potrete fare a meno di rinnovare il vostro guardaroba!

I COLORI PREDOMINANTI

Per quest’inverno Chanel opta la semplicità: gli abbinamenti tono su tono, il monocromatico e le stampe fanno da padroni sulla passerella. I colori predominanti sono il grigio, l’argento, il nero e l’avorio. Abiti, tailleur e cappotti sono interamente rivestiti da tessuti come chiffon, velluto, tulle o pelliccia. Gucci e Valentino, invece, giocano sull’intramontabile rosso, da sempre colore d’eccellenza per la Maison Valentino. Alberta Ferretti e Moschino, invece, prediligono l’oro e l’argento. Ritroviamo ancora il blu, da sempre utilizzato da Giorgio Armani (talvolta anche abbinato al nero creando così giochi originali di contrasti), nella sfilata di Max Mara, che ha adottato saggiamente la scelta di convertirsi alla pelliccia “fake fur” ecologica. A mostrarci il viola è invece Michael Kors, oltre che colori più caldi come il marrone. Un must è il nero, che Dolce & Gabbana utilizza impreziosendolo di gioielli e applicazioni.

IN PASSERELLA L’ULTIMO ADDIO A KARL LAGERFELD

Dopo la morte di Karl Lagerfeld, le passerelle decidono di rendere grande omaggio allo stilista. In particolar modo la sfilata di Fendi saluta il suo direttore creativo dal 1965, presentando la sua ultima collezione. I colori giocano su tonalità calde come il marrone, beige, cognac e colori pastello. Non manca qualche dettaglio in arancione, giallo o verde acqua.

Anche Chanel piange il suo direttivo creativo, presentando lo show con un minuto di silenzio dedicato alla scomparsa del Maestro, concludendolo con le note di Heroes di David Bowie, tra la commozione delle modelle.

Alta moda e arte, classicità e post moderno. Eternità del mondo antico e frenesia in continuo movimento della moda. Questi sono gli elementi, apparentemente incompatibili, che hanno fatto da cornice alla sfilata di Dolce & Gabbana ad Agrigento nella maestosa cornice della Valle dei Templi, lungo il pendio del tempio della Concordia.

È come se il tempo fosse, tutto d’un tratto, diventato ciclico e tornasse su se stesso coniugando gli intramontabili miti della classicità con il fascino dei capolavori di alta moda di Dolce e Gabbana.

I due stilisti mandano in passerella 126 abiti in uno scenario veramente mozzafiato. L’effetto scenico è maestoso mentre le modelle sbucano dall’interno del Tempio della Concordia all’imbrunire, con la struttura immersa nella luce del crepuscolo.

La classicità ha fatto da padrona ovviamente in questo scenario. Gli stilisti sono riusciti a far rivivere il passato anche negli abiti. Tra i capitelli del tempio della Concordia hanno sfilato abiti ispirati alla mitologia greca: Atene, Era, Afrodite e Artemide. In questa stupenda sfilata abbiamo visto le modelle più famose e conosciute del mondo: Bianca Balti, Isabeli Fontana e Marpessa Hennink. Insomma, un’esperienza magica, come solo quell’intersecarsi tra passato e futuro poteva donare.

Stefano e Domenico hanno saputo immergersi nella cultura di un passato fondante per reinterpretarlo secondo il canone post moderno della moda italiana. Non è stata una semplice sfilata, ma il racconto di una storia antichissima che affonda nelle radici della nostra Civiltà. Dolce e Gabbana sanno portare la Sicilia nel mondo e anche quel mondo che non ci ha mai lasciato e mai ci potrà lasciare. Infondo anche l’Alta Moda del nuovo millennio, figlia di un mondo in perenne movimento che ha scelto il divenire rispetto all’essere, trova la sua origine in quell’ideale estetico che è fondante del nostro concetto di bello.

Così come gli artisti e gli scultori dell’epoche classica forgiavano nel marmo i miti di quel mondo e il loro ideale estetico, così gli stilisti si abbeverano a quella intramontabile cultura per reinterpretarla nella modernità. Così facendo Dolce e Gabbana diventano ambasciatori del bello della Sicilia nel mondo.

La sfilata è stata anche un’occasione per rendere maggiormente fruibile il Tempio a tante persone. Sono state, ad esempio, programmate delle visite straordinarie su prenotazione per gruppi di 30 persone che potranno vedere tutti i dettagli della magnifica costruzione con la guida di un archeologo.

Inoltre, grazie alle strutture di protezione posizionate sul pavimento della cella e della peristasi, il Tempio è reso visitabile al suo interno.

Si è trattato di un evento eccezionale. Sono state settanta le testate giornalistiche mondiali che hanno spedito i lori inviati nella città dei templi. Oltre alle più importanti Testate europee, dal Telegraph, al New York Times fino a Le Figarò, particolarmente nutrita è stata la pattuglia di giornalisti asiatici, provenienti dal Giappone, dalla Thailandia e dalla Repubblica Cinese.

In conclusione, arte e moda trovano un connubio particolare con Dolce e Gabbana, diventando anche uno strumento comunicativo potente per la Sicilia in tutto il mondo.

Oggi vi parlo di uno degli eventi più importanti della moda internazionale: la Fashion Week di Milano.
La “Milan Fashion Week” è nata nel 1958 prendendo come modello le sfilate di G.B. Giorgini, che nel 1951 a Firenze fu il primo a mostrare le collezioni degli stilisti di alta moda italiani a giornalisti e buyer stranieri. Fin da subito riuscì ad avere rilevanza fondamentale finendo per spostare il centro della moda a Milano negli anni settanta.
In quegli anni le prime le sfilate di “prêt à porter” sono tenute alla Fiera di Milano da stilisti come Walter Albini, Krizia e Missoni, seguiti negli anni da Giorgio Armani, Versace, Gianfranco Ferré e Dolce & Gabbana.  Si tratta di marchi storici milanese ai quali negli anni si sono aggiunti marchi internazionali, adesso anche asiatici. La settimana milanese fa parte delle “Big Four”, ovvero dei quattro eventi ritenuti più importanti in quanto svolti nelle capitali della moda: New York, Londra, Milano e Parigi.

La settimana della moda a Milano è organizzata dalla Camera Nazionale della moda italiana promuovendo lo sviluppo di quest’ultima. Dal 2010 l’evento è organizzato presso il Fashion Hub. Il calendario di quest’anno è stato particolarmente intenso e ogni giorno ci sono state sfilate che hanno illuminato i sogni di noi donne. La kermesse milanese ha presentato le novità degli stilisti più famosi e di quelli più innovativi per l’abbigliamento autunno inverno 2019-2020.
Ma incominciamo a vedere quelle che sono le proposte che ci hanno più colpito!

Iniziamo con Giorgio Armani e il suo gran finale in rosso. Nella Fashion Week vi è il via libera al colore: audace forte e deciso. La sua proposta è un inno alla vita dove riesce a mixare un paio di shorts con una giacca al maschile senza perdere la sensualità femminile, basandosi su degli accostamenti cromatici veramente particolari e audaci come il blu e nero.
Armani ha anche lanciato una nuova tendenza: i giochi di volume. Mettendo insiemi capi stretti e larghi, infatti, ha mostrato dei look molto seducenti.

Estremamente audace anche la donna romantica di Philosophy dove tulle, trasparenze, stampe animalier la fanno da padrona e dipingono una donna che vuole sedurre ed è consapevole della propria essenza. I maglioni a collo alto sono stati un punto di forza realmente accattivante nelle sfilate di Philosophy.

Tra le novità che hanno colpito vi è sicuramente il progetto di OneOnOne, che realizza maglioni unici nel loro genere recuperando punti e lavorazioni tradizionali rigorosamente a mano.

Nelle sfilate di questa entusiasmante settimana sono tornate le giacche lunghe come quelle proposte da Missoni. Semplici e colorate formano degli stupendi outfit poiché combinate con qualsiasi capo d’abbigliamento.
Tra i trend per la stagione autunno / inverno più grintosi vi è sicuramente l’animalier. Lo troviamo declinato su maxipull di lana tigrati in Max Mara, su un cappotto dal motivo leopardo di Bottega Veneta e infine su piumini avant gard di Richard Quinn per Moncler Genius.

Lo stile floreale sarà un altro must per le donne nel prossimo autunno. Le rose fanno da padrona sulle passerella di MSGM e di Prada, dove abiti rigorosi si impreziosiscono di mazzi di rose e tulipani satin.
Non mancalo stile maschile che è diventato sinonimo di eleganza per la moda italiana: pensiamo al Principe di Galle che è una vera ossessione tessile che connota quasi tutte le collezioni presenti alla MFW.
Ed infine c’è la pelle, tantissima pelle nera e non solo. Per giubbotti e trench ma anche per tailleur giacca e pantalone, fino alle combinazioni shorts e camicia di Tod’s.

Ragazze, dopo la MFW possiamo dire che ce ne è proprio di tutti i gusti. Ma due caratteristiche regnano comunque sovrane: eleganza e seduzione.
E ora forza… è il momento di far strisciare la carta di credito… gli stilisti li hanno disegnati… noi li compriamo!

La celebre “settimana della moda” è un evento tenuto due volte ogni anno, della durata di circa una settimana, in cui gli stilisti provenienti da tutto il mondo presentano le proprie ultime collezioni.

In particolar modo durante questi giorni, celebri nomi appartenenti al campo della moda attraversano le vie di Parigi, in Francia, per esibire la collezione primavera/estate del prossimo anno.

Louis Vuitton, HermèsSaint LaurentBalmainValentino sono solo alcuni dei marchi più famosi che contribuiscono a dare splendore alla Torre Eiffell durante questa settimana.

Blogger, modelle e stilisti provenienti da tutto il mondo si recano a Parigi per dare uno sguardo alle ultime tendenze e per fare in modo di essere continuamente aggiornati sui must-have del momento.

Fonte della Foto: commons.wikimedia.org

Durante le passerelle, l’attenzione si focalizza soprattutto sulla collezione disegnata da Maria Grazia Chiuri per Dior, ispirata ad una nota pittrice e scultrice francese, Niki de Saint Phalle, attraverso la quale ha voluto comunicare l’importanza e la forza delle donne. Da sempre una guerriera a favore del gentil sesso, la Chiuri sceglie di celebrare Niki attraverso la riproduzione dei quadri di quest’ultima su tessuti e stoffe.

Non solo Dior, ma anche Saint Laurent ha dominato alla perfezione il defilé: le gambe scoperte erano senz’altro le protagoniste, seguite da giacche trasparenti, e abiti da sera rifiniti in piume di struzzo.