La scorsa settimana ho avuto la fortuna di essere ospite di uno dei più grandi artisti della pizza, Gino Sorbillo. Ammirare chi svolge l’arte del pizzaiolo e deliziare il mio palato con uno dei prodotti della nostra terra mi ha fatto riflettere su una cosa importantissima del nostro paese: l’alimentazione mediterranea ed, in particolare, il mangiare sano.

Quante di noi hanno tanti dubbi sulla possibilità di coniugare pizza e forma fisica? Ma, in realtà, questi dubbi possono essere facilmente fugati.

La pizza è, infatti, un piatto sano ed equilibrato che viene spesso anche inserito nelle diete una volta alla settimana. Ma quali sono i punti forti della pizza?

In primo luogo è un piatto ricco di carboidrato complessi che rilasciano energia più lentamente rispetto ai carboidrati semplici e contribuiscono a mantenersi in forma, a controllare l’appetito e a stabilizzare i livelli di energia. La pizza da quel senso di sazietà che non ti porta a quello stillicidio di calorie che è il mangiucchiare in continuazione per tutta la giornata.

Poi la pizza è ricca di grassi insaturi che fanno bene alla circolazione e riducono il colesterolo. In particolare la pizza napoletana viene fatta usando il nostro olio d’oliva che è una sicurezza per le nostre arterie.

L’apporto di calorie della pizza è pari a quella di un piatto di pasta condito, per cui la si può mangiare almeno una volta la settimana anche se si è a dieta. Inoltre la classica margherita è ricca di calcio, così importante per noi donne, vitamina C, D, E, ferro e proteine del latte.

La cosa importante è scegliere bene chi te la fa…. perché la qualità è importante e non tutte le pizze sono fatte con prodotti di qualità buona.

Io sono andata da Sorbillo e vi assicuro che è un qualcosa di veramente eccezionale… parola di Chiara!

È domenica, a Napoli c’è il sole, fa piuttosto freddo e lo stomaco inizia ad avvertire un languore.

Ti va se andiamo da Sorbillo?

Certo!“, rispondo.

E fu così che assaggiai una delle pizze più buone in vita mia.

Gino, insieme a suo fratello Antonio Sorbillo, è l’artista indiscusso della pizza napoletana. I due appartengono ad una delle famiglie di pizzaioli più antiche di Napoli, e Gino non tarda ad imparare il mestiere sin da subito.

Foto: La Cucina Italiana

La sua bravura è tale da riuscire ad ottenere la nominata di pizzaiolo più capace nel Napoletano. E così, da Napoli nella storica sede in Via dei Tribunali, riesce ad aprire un secondo locale sul lungomare in Via Partenope, e addirittura un terzo a Milano da Gino Sorbillo Lievito Madre al Duomo, senza dimenticare le imperdibili pizze fritte con insegna Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo con sedi in Napoli, Milano e New York. Ma la svolta avviene quando Gino apre una pizzeria a New York, fianco a fianco con il sindaco Bill de Blasio.

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Foto: Scatti di Gusto

E dopo il grande successo a New York, Gino viene premiato da Food Community al Teatro Manzoni di Milano, davanti agli occhi degli chef più famosi al mondo, che non possono far altro che riconoscere la sua immensa bravura.

Ma il suo segreto non è la farina biologica con cui lavora l’impasto per pizze, oppure il menù variegato e in continuo aggiornamento. È l’incessante passione con cui svolge il suo lavoro. Persone da tutto il mondo giungono a Napoli con in mente una sola meta per mangiare: Sorbillo. La fila interminabile e le ore di attesa possono essere paragonate al viaggio di Dante e il suo scopo di entrare nel Paradiso.

L’ambiente che si crea è assolutamente perfetto: camerieri che servono i tavoli cantando le canzoni napoletane più note, un menù che addirittura presenta in maniera del tutto scherzosa “la pizza più costosa del mondo” che, alla fine, non è altro che una pizza a soli 8,50€. Il successo del suo mestiere è dato da un mix di ingredienti estremamente fondamentali, e che non sono l’olio d’oliva o il sale. Ma che hanno a che fare con le origini di Sorbillo, il duro lavoro di Gino e di suo fratello e con l’impegno costante che ha sicuramente offerto i suoi magnifici frutti.

E così Gino è riuscito a far sì che la vera pizza napoletana si identificasse in un solo locale, il suo.